Simbologia di un anno che arriva

Nel 2008 sfoggiavo un bellissimo striscione “Abbracci gratis 2008, auguri!”. L’ho sventolato in lungo e in largo nel gelo del centro di Trento in compagnia di Maurizio, Manuel, Chiara. Il giorno dopo ho avuto l’onore, con i miei soci, di essere citato sul Corriere di Trento, addirittura 4 righe prima del Vescovo della bianchissima città dell’est!

Abbiamo voluto dare un segnale di amore. Di speranza. Di apertura, come due braccia che si aprono e accolgono.

Nel 2008, un’anno difficile sia a livello personale, sia a livello politico/sociale in effetti non sono mancate aperture. E speranze. L’apertura della crisi, certo. Una crisi che porta con sè paure, dubbi, incertezze. Eppure, con la sua carica dirompente e trasformativa, dentro la crisi c’è una speranza.
La speranza di un rinascimento, di un rinnovamento del modo di interpretare la realtà che sia il punto di partenza per abbandonare l’idea che sia solo l’economia a regolare il nostro esistere in favore di una visione “antica” e ricca che ci portiamo dentro, la portiamo nelle nostre radici: una visione etica della realtà.
C’è stata l’apertura della presidenza Obama che tra 3 settimane salirà alla Casa Bianca lasciando nel dimenticatoio la presidenza Bush. L’apertura a un’uomo nero, l’apertura al nuovo, simbolicamente al diverso a qualcosa che rompe le tradizioni. Un’uomo che ha vinto dal basso e che adesso porta su di sè non solo il peso dell’eredità del lavoro del suo predecessore, ma proprio la speranza. Dei suoi concittadini e di chi di un’uomo così sente di fidarsi.
C’è un Mondo attento alle questioni ambientali, alla responsabilità che ciascuno di noi ha nel destino di sè stessi e di ciò che ci circonda.


Aperture, speranze
, nuovo che avanza.

Per il 2009, accanto alla speranza, all’apertura ci vedo le radici.
La possibilità di mettere nuovi radici frutto di un percorso di rinnovamento che il 2008, nel suo tumultuoso andamento, ha aperto.

A questo aggiungo altri due simboli, raccolti nel regalo che domani darò ai miei genitori. Un libro sul mio amato fiume Ticino e un sacchetto di dolci tradizionali, i Brutti&Buoni.
Possa essere un’anno che fluisce, che scorre, che fluidamente accompagni il nostro esistere. Che sia inoltre dolce. Dolce della dolcezza che sgorga libera su rinnovate radici in un andare sereno.

Auguri a tutti!

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