Domenica d’agosto

Che caldo fa? :-)
Si vede che il caldo, oltre a farmi sudare, mi dà anche alla testa perchè oggi è giornata, anche, di riflessioni.
Stamattina prima di immergermi nel calore della strada, leggevo l’ultimo numero de l’Espresso e uno degli articoli in cui mi sono imbattuto tratta di ambiente e della necessità del tanto proclamato Global Green New Deal che dovrebbe aver inizio grazie alla gestione Obama.
Nell’articolo si elencano i motivi della necessità della riconversione economica verso il settore verde, oltre che per portare vantaggi nella crescita economica, anche per salvaguardare le popolazioni dette “in via di sviluppo” dai danni che i mutamenti climatici possono apportare specie a chi non è in grado di difendersi adeguatamente.

Nell’articolo si faceva menzione ai grandi Paesi in crescita, India e Cina, e come anche da loro sia necessaria una presa di posizione adeguata all’emergenza, senza però dimenticare che sono i Paesi occidentali quelli che inquinano di più e che da sempre inquinano di più.

Ritengo che affinchè qualcosa possa cambiare sul serio il primo passo spetti proprio agli Stati Uniti e all’Europa che da più tempo sono responsabili delle emissioni inquinanti. Non solo nell’azione, quindi in questo Global New Deal. Credo che i Paesi occidentali debbano anche delle scuse.
E’ molto semplice, oggi, dire che Cina e India devono rallentare l’inquinamento proprio nel momento massimo della loro espansione economica, del loro affacciarsi alla ricchezza che la visione capitalista e liberista ha dipinto – con grande successo – come indicatore del benessere e della felicità.
E’ pura ipocrisia dipingere uno scenario di crescita e non muoversi affinchè la crescita di tutti sia tutelata. Cioè l’inquinamento di tutti, oltre alla crescita.

Il passo necessario sarebbe rivedere l’idea di crescita. Ma per ora è utopia. Quindi, con maggiore aderenza alla realtà, occorre convertire l’economia basata sulle energie fossili e nucleari, sugli sprechi e sull’ingiustizia sociale in un’economia verde e solidale.
Semplicemente constatando che, viste le leggi capitalistiche, non è che cosa si fa a determinare la ricchezza, basta che la ricchezza venga prodotta.
Allora, come spesso si sente dire, perchè non investire in tecnologie rispettose dell’ambiente e convertire, così, produzione e posti di lavoro in questi settori?
Mi auguro che il presidente Obama abbia davvero il coraggio di questa grande scelta e che, in vista del meeting di Copenaghen di dicembre, scelga davvero di tagliare le emissioni del suo Paese almeno del 25%.

A questo è bene che si associ la richiesta di perdono. Le scuse di chi ha dilaniato il pianeta e ora vuole che anche chi ha subito fino a ieri si allineri nel salvataggio. Il salvataggio è giusto e necessario, India, Cina e gli altri Paesi emergenti devono allinearsi. Credo, tuttavia, che verrebbe più facile se, oltre a ricevere il buon esempio, ricevano anche delle scuse.

Il casino è fatto. C’è poco da accusarsi o da dipingere politiche di protezione. Occorre coraggio.
Che ciascuno si prenda le proprie responsabilità, dai singoli cittadini ai Paesi, e dica ”

mi spiace, abbiamo sbagliato. Ora rimbocchiamoci le mani insieme e andiamo avanti. Per il bene di tutti”.

E’ agosto, è domenica e fa caldo. Lo so.

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