<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alberto Marzetta</title>
	<atom:link href="http://www.marzetta.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.marzetta.org</link>
	<description>Libero pensatore, comunicatore professionista, apprendista del vivere</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Aug 2010 09:14:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>Quello strano posto chiamato Salento</title>
		<link>http://www.marzetta.org/2010/08/27/quello-strano-posto-chiamato-salento/</link>
		<comments>http://www.marzetta.org/2010/08/27/quello-strano-posto-chiamato-salento/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 09:14:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agosto 2010 On the Road]]></category>
		<category><![CDATA[salento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marzetta.org/?p=461</guid>
		<description><![CDATA[Che il sud fosse lontano anni luce dal nord me lo aspettavo. Che ci fossero tempi e ritmi diversi, colori e calore diverso, vegetazione e profumi diversi&#8230;me lo aspettavo. Sapevo anche, basta prestare attenzione ogni giorno, che ogni luogo che incontri è molto di più di quello che sembra di primo acchito. In questi giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img  src="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/porto-badisco-una-delle.jpg" alt="" title="porto-badisco-una-delle" width="550" height="412" class="aligncenter size-full wp-image-462" /></p>
<p>Che il sud fosse lontano anni luce dal nord me lo aspettavo. Che ci fossero tempi e ritmi diversi, colori e calore diverso, vegetazione e profumi diversi&#8230;me lo aspettavo. Sapevo anche, basta prestare attenzione ogni giorno, che ogni luogo che incontri è molto di più di quello che sembra di primo acchito. In questi giorni sono a Torino, basta starci 3 giorni per vedere 3 città completamente diverse, sentire parlare lingue diverse, conoscere luoghi e odori diversi.</p>
<p>Il Salento, però, è proprio strano. Oltre che proprio bello.<br />
<span id="more-461"></span><br />
Mare bellissimo pressochè ovunque. Se ti piace la roccia e gli anfratti più selvaggi, dove ti pungi il culo se provi a metterti su una roccia, bisogna andare a Otranto e sulla sua costa che punta inesorabile al tacco di Leuca. Non mancano scorci imponenti, strade a picco, viste memorabili. E il senso di selvaggio, di &#8220;qua non c&#8217;è nessuno o quasi&#8221;. Bisogna fare un salto a Torre Badisco, ad esempio. A Ponte del Ciolo, ma alla mattina presto o alla sera tardi. Occorre scendere a Leuca e sentire quanto caldo fa, guardare il faro che punta il mare (anche se quello di capo d&#8217;Otranto è più bello) e scendere per il paese a sentire il sud che ti si impregna addosso.<br />
Oppure andare ai laghi Alimini, alla baia dei Turchi e sperare che non sia ferragosto per non finire soppalcato in spiaggia, con gli ombrelloni a castello.</p>
<p>Se ti piace la spiaggia fine e calda, scegli Gallipoli e la sua costa verso sud. Bellariva, Baia Verde, Torre Mozza, Marina di Pescoluse. Posti belli, sabbia chiara, mare trasparente. Gente il giusto, caldo tanto. Vento vento vento.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che non occorre fare è spostarsi da una costa all&#8217;altra. Non è possibile! è la giusta rimostranza. E&#8217; vero, occorre rispondere, ma attraversare il Salento è una cosa che non sa fare neanche il navigatore. Come ci ha spiegato Sergio, marito di Rita del BB Li Spiri (consigliatissimo), le strade del Salento sono l&#8217;unione delle vecchie strade che dai borghi conducevano alle campagne, ai campi. Le hanno unite e asfaltate, dando quindi origine a una ragnatela di strade che uniscono i paesi in 5/6/7 modi diversi. Prendi per, che ne so, Gallipoli e sai che ci arriverai. Ma non sai attraverso quale strada. Ogni volta, forse, una diversa. Sicuramente passerai per Alezio, se vai a Gallipoli. E a Tricase (o Tricase Porto) se sei nella costa di Otranto.</p>
<p>Poi, bisogna dirlo, si mangia benissimo. Frise, friselline, pesce, paste, formaggi,vino, olio, verdure, frittate&#8230;tutto eccezionale. A questo va aggiunta la gente. Superando l&#8217;ennesimo pregiudizio del mio viaggio, quello inerente alla furbizia della gente del sud, devo dire che mi sono sentito accolto, mai preso in giro. Abbiamo pagato sempre regolarmente (a parte un intoppo scorretto e scortese, quello del <a href="http://www.hotelilpescatore.it/ristorante.htm">ristorante &#8220;Il Pescatore&#8221;</a> che dovrebbe essere a Marina di Andrano), ho ricevuto più scontrini fiscali che a Milano in un anno e ho sentito un vero senso di ospitalità, non solo da chi come Rita o come Rina ci ha accolti a casa, ma anche dai ristoratori.</p>
<p>Questa terra, poi, è costellata da meraviglie artistiche e naturalistiche. Lecce è un gioiello e forse ancor di più lo è Martina Franca. Gli ulivi secolari  che ho scelto di abbracciare avventurandomi in un campo dopo aver parcheggiato l&#8217;auto, sono ovunque, i trulli e le murge ti accompagnano in una fiaba quando sei ad Alberobello e un senso di bellezza e appagamento mi ha colmato a Ostuni, la bianca. Coste, colline, ulivi, mare, cibo, persone, caldo secco, passione, tarantella e pizzica. E strade, tante strade. </p>
<p>Un posto strano, il Salento. Da vedere e gustare. Un posto che ti riempie delle sue ricchezze, che ti imbriglia nell&#8217;abbraccio delle sue strade, che tesse la tela della sua storia e delle sue tradizioni mentre lo attraversi.<br />
Ne esci pieno e svuotato. Con la voglia di pianura padana e di A4 e con il desiderio di non lasciarlo mai.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marzetta.org/2010/08/27/quello-strano-posto-chiamato-salento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Verso la fine, verso un nuovo inizio</title>
		<link>http://www.marzetta.org/2010/08/27/verso-la-fine-verso-un-nuovo-inizio/</link>
		<comments>http://www.marzetta.org/2010/08/27/verso-la-fine-verso-un-nuovo-inizio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 08:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marzetta.org/?p=455</guid>
		<description><![CDATA[Ormai ci siamo davvero, oggi 27 agosto è l&#8217;ultimo giorno lavorativo trasmutato in vacanza. Mancherà l&#8217;ultimo week end, l&#8217;ultimo articolo di Scalfari letto in una domenica vacanziera (ricordo perfettamente il primo, con un velo di malinconia e di gioia. Eravamo in spiaggia a Positano, poche persone, un bel mare e soprattutto quel senso di libertà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img  src="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/alba+in+montagna.jpg" alt="" title="alba+in+montagna" width="400" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-458" /></p>
<p>Ormai ci siamo davvero, oggi 27 agosto è l&#8217;ultimo giorno lavorativo trasmutato in vacanza. Mancherà l&#8217;ultimo week end, l&#8217;ultimo articolo di Scalfari letto in una domenica vacanziera (ricordo perfettamente il primo, con un velo di malinconia e di gioia. Eravamo in spiaggia a Positano, poche persone, un bel mare e soprattutto quel senso di libertà e &#8220;levacanzeduranoancoratantissimochebello&#8221;), l&#8217;ultimo giro su una spiaggia domenicale, se il tempo sarà clemente, e poi da lunedì si ritorna nel vivo della vita professionale, ma anche in quella delle attività politiche, sociali, relazionali.<br />
<span id="more-455"></span><br />
Per settimane, prima che le vacanze cominciassero, ho sentito la voglia di fare il punto della situazione, un bilancio di quanto stavo facendo e di scriverlo, per condividerlo e per renderlo chiaro a me stesso.<br />
Non ci sono mai riuscito.<br />
&#8220;Le vacanze saranno un momento perfetto&#8221;, mi dicevo, ma per poter guardare con serenità al passato e usare del proprio tempo per fare &#8220;i buoni propositi per l&#8217;anno che viene&#8221; occorre lasciarlo andare quel passato, occorre ripulirsi la mente. </p>
<p>Non credo di essere riuscito a far pulizia completamente, ma le vacanze hanno spinto indietro e verso l&#8217;uscita le ansie che mi hanno accompagnato negli ultimi mesi, gli stili di vita e relazione (specie lavorativi) che mi hanno fatto soffrire.<br />
Vacanza, in fin dei conti, vuol dire latenza, vuoto. Fare spazio, mentre emergono le emozioni che ho dimenticato nella corsa di tutti i giorni, mentre la calura ferma il tempo, lo rende immobile e adatto a ricordare, a lasciare andare, a ripulire. </p>
<p>Ecco dunque che oggi, complice il fatto che mi trovo sul letto di Margherita, con la finestra aperta, una leggera brezza fresca sotto un cielo grigio sonno, mentre lei si annebbia la mente al lavoro, riesco nell&#8217;intento di parlarmi e di scrivere.<br />
Un colpo di tosse mi ricorda che da un mese non fumo (sarà l&#8217;ultima volta che smetto? :-) ) e la mia mente va indietro, cerca dei fili e mette dei punti.</p>
<p>Dovrei parlare dei mesi del 2010, ma credo che siano gli ultimi 15, quelli davvero significativi. Le <a href="http://www.percastelletto.it">elezioni amministrative </a>del comune di Castelletto hanno segnato il mio ingresso nella vita sociale/associativa/amministrativa del mio paese e sono state le porte verso una serie di novità direi determinanti. Innanzitutto hanno significato nuove amicizie, <strong>vera benedizione di una vita</strong>. Amicizie che hanno condotto all&#8217;incontro con Margherita e con tutto ciò che è annesso a una nuova relazione, ultime vacanze comprese. </p>
<p>Dalle elezioni è fuoriuscito<a href="http://www.pdcastellettoticino.it"> l&#8217;ingresso nel PD, la successiva nomina in segreteria</a> e tutte le attività che nei 7/8 mesi successivi sono state realizzate nonchè, a livello di amministrazione, la gestione della redazione del giornale comunale. Facevo parte anche del consiglio di biblioteca, ma le cose erano troppe (vista la mole di lavoro, passato da poco a tantissimo con<a href="http://www.tesar.it"> l&#8217;ingresso in Tesar</a>) e ho rinunciato.<br />
Non ho invece rinunciato a scrivere e collaboro, a tempo persissimo, con Liquida. Ho scritto per i progetti <a href="http://green.liquida.it/">Green</a> e scrivo per <a href="http://smartercity.liquida.it/">Smarter City</a> e <a href="http://next.liquida.it/">Next</a>.</p>
<p>Scrivere, scrivere. Raccontare storie mi piace davvero tanto. Trovo che sia un bellissimo modo per stare aderenti alla realtà. <strong>La vedi e con le parole la fermi e la fai tua e di chi ti leggerà.</strong> Ho scritto oltre 100 post per il sito del PD e per quello della Lista Civica castellettese. Ho promosso la nostra attività su Facebook. Insomma ho lavorato tanto, tantissimo.<br />
Ho giocato a basket e questo mi ha aperto le strade ad ulteriori amicizie.</p>
<p><strong>Insomma nell&#8217;ultimo anno la mia vita ha svoltato e lo ha fatto, pur non senza  sacrifici e sofferenze, in maniera positiva. Tanti pezzi nuovi, tutti pezzi belli.<br />
</strong><br />
Si arriva quindi all&#8217;estate, al viaggio che non ho ancora finito di raccontare, ai libri che ho letto (3 in un mese credo non mi sia mai successo): <a href="http://rcslibri.corriere.it/rizzoli/_minisiti/gatti/book_trailer.htm">&#8220;Bilal&#8221;, di Fabrizio Gatti</a>, assolutamente bellissimo e struggente, &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L'eleganza_del_riccio">L&#8217;eleganza del riccio</a>&#8220;, di Muriel Burbery, un <strong>pomposo inno alla vita e alla bellezza</strong>, bello, ma non bellissimo e &#8220;<a href="http://www.fabiogeda.it/2010/03/01/nel-mare-ci-sono-i-coccodrilli/">Nel mare ci sono i coccodrilli</a>&#8221; di Fabrizio Geda: la vera storia di un ragazzino afgano che dal rischio di morire in soli 8 anni giunge in Italia e ottiene lo stato di rifugiato politico&#8230; si arriva dunque anche a questa mattina di relax e silenzio prima di colazione, di due passi, del pranzo con Margherita vicino alla Lavazza, dove lavora lei. </p>
<p>Si chiude un anno intenso a cui dovevo mettere un punto, farlo mio, integrarlo, dargli un ordine e sentirlo. Far passare i ricordi, vedere i visi, risentire gli odori e i colori delle stagioni, coglierne l&#8217;importanza e la grandezza. E così incontro il viso di Claudia e di Manuela (prima che diventasse mamma di Roberto) nella prima riunione nella sede del PD, vedo i visi di Matteo, ora sindaco, di Emiliano, di cui ora sono amico. Vedo, anche se non devo cercarlo, il viso di Margherita, in tanti ricordi e momenti. Da Torino al lago, dalla neve al mare. Vedo il casello dell&#8217;autostrada di Sesto e quello di Gallarate, la vespa, oggi famosa, del direttore Giovannelli, i visi di Matteo, Giancarlo e Alessandra avvolti nei cappotti nel freddo invernale, mentre attendono che si apra la porta della biblioteca e cominci la riunione di redazione. Vedo i visi dei nuovi amici di Torino e di quelli di Castelletto. Vedo le serate di segreteria PD a casa di Emiliano con i biscotti e le tisane fumanti che arrivavano puntuali dopo le 22. Ecco superMario e il suo accento genovese, la festa dell&#8217;Unità, il Lido che mi chiede &#8220;ma chi l&#8217;è Margherita?&#8221;, la nascita di Roberto (che poi è Yoda) dopo averne accompagnato, in silenzio, la gestazione e quella di Alessandro, figlio del Cumenda e della Fra, per la quale io sono &#8220;Armonia&#8221; e Margherita &#8220;Sorriso&#8221;. E poi come dimenticare il matrimonio di &#8220;mio fratello&#8221; Daniele e Valentina, di cui sono testimone, la nascita della loro figlia Paola, la nascita di Giorgia, figlia di Umberto e Sara. </p>
<p>C&#8217;è molto altro e non c&#8217;è spazio per tutto.<br />
Poi c&#8217;è chi c&#8217;è sempre stato. I visi di mio padre con le sue difficoltà e il suo voler, comunque, darmi tutto quello che può e quello di mia madre, la sua operazione, il recupero, l&#8217;acquisto della macchina nuova color oro e poi il ritorno a viaggiare. Il ritorno a sfogliare la vita e a leggerne il libro.<br />
I visi delle nonne, sfortunate e sorridenti, una sempiterna malata, l&#8217;altra combattiva, ma in casa di riposo. Davvero singolare l&#8217;esistenza.<br />
Il viso di Elena e quanto questo significhi. </p>
<p>E poi il viso di chi c&#8217;era e non c&#8217;è più. Chi non vedo più e chi non potrò mai più vedere. Ciao Myriam.</p>
<p>Mettere un punto per ripartire con la vita di sempre, che, come le mie parole hanno raccontato, non lo è per niente e con ulteriori cose belle che però tengo mie. Progetti che nascono da intrecci passati, da incontri e amicizie che tornano nella loro presenza e bellezza. Alla faccia del fatto che è tutto un caso. E altri progetti ancora.</p>
<p>Non tutto si può rivelare delle storie personali.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marzetta.org/2010/08/27/verso-la-fine-verso-un-nuovo-inizio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Viaggiare ti insegna a vivere</title>
		<link>http://www.marzetta.org/2010/08/23/viaggiare-ti-insegna-a-vivere/</link>
		<comments>http://www.marzetta.org/2010/08/23/viaggiare-ti-insegna-a-vivere/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 20:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agosto 2010 On the Road]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[matera]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marzetta.org/?p=436</guid>
		<description><![CDATA[Ci siamo lasciati alle spalle Matera che era il 6 di agosto. Io con grande dispiacere. Chissà com&#8217;è che ogni volta che arrivi in un posto hai poi voglia di rimanerci e di godertelo di più. E sentirlo di più. Certo non era nella filosofia del viaggio che ci eravamo preposti. Girare e vedere non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/8053008.jpg"><img  src="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/8053008-300x225.jpg" alt="" title="" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-451" /></a> Ci siamo lasciati alle spalle Matera che era il 6 di agosto. Io con grande dispiacere. Chissà com&#8217;è che ogni volta che arrivi in un posto hai poi voglia di rimanerci e di godertelo di più. E sentirlo di più.<br />
Certo non era nella filosofia del viaggio che ci eravamo preposti. Girare e vedere non consente una sosta di una certa lunghezza.<br />
Se vuoi lunghezza, rinunci a delle tappe e quando hai prenotato&#8230;non lo puoi più fare.<br />
Viaggiare ti insegna come prima cosa a&#8230; viaggiare. A capire che viaggiatore sono o vorrei essere di volta in volta. Se sei uno che ha bisogno di fermarsi per sentire, se sei un mordi e fuggi, se sei un ingordo.<br />
Io credo di essere un mancato gustatore, nel senso che ho bisogno di tempo e spazio per fare silenzio nel mio casino interiore, ma alla fine, spinto più dallo stile di vita e dall&#8217;ansia, che da altro, navigo verso l&#8217;ingordigia. </p>
<p>Viaggiare ti insegna dunque a vivere, nel senso che ti capisci mentre sperimenti il mondo e ciò che lo compone. Ci si relaziona con gli altri, con la compagna di viaggio in primis per me, con le situazioni e le &#8220;cose&#8221; che trovi sulla strada. </p>
<p>A Matera, quindi, volevo rimanere di più. Matera ti insegna l&#8217;essenziale, la dignità del vicinato, la difficoltà del vivere con niente. Ti racconta dell&#8217;ignoranza delle persone, della fatica a costruire e a sentirsi responsabili della propria vita e del proprio destino, del fascismo che miete successo perchè tappa i buchi di una fogna a cielo aperto. Ti dice che la DC e  De Gasperi sono eroi, non solo statue a Trento o governanti con un successo più breve di quello di Silvio Berlusconi. </p>
<p>Insomma, come ogni luogo, ogni libro, ogni elemento di arte, ogni opera dell&#8217;uomo, Matera dispiega magnificenza e orrore, altezza e bassezza, dolore e gioia.<br />
Matera per me ha significato molto di più di una visita nei sassi, di chiacchere e divertimento con Marta e Domenico che hanno fatto toccata e fuga dalla Calabria (non senza stivare formaggi da portare alle rispettive famiglie). Matera mi ha insegnato qualcosa. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marzetta.org/2010/08/23/viaggiare-ti-insegna-a-vivere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tornati a casa. Con la voglia di ripartire.</title>
		<link>http://www.marzetta.org/2010/08/23/tornati-a-casa-con-la-voglia-di-ripartire/</link>
		<comments>http://www.marzetta.org/2010/08/23/tornati-a-casa-con-la-voglia-di-ripartire/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 19:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cazzeggio]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
		<category><![CDATA[settimana bianca]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marzetta.org/?p=446</guid>
		<description><![CDATA[Questa mattina con la partenza di Margherita per Torino, ancor meglio, per l&#8217;ufficio, in qualche modo si sono concluse le nostre vacanze. Io sarò a casa ancora per una settimana, ma se diario delle nostre vacanze doveva essere &#8211; e in parte è stato &#8211; allora con oggi si chiude. O si dovrebbe chiudere. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/DSCF1829.jpg"><img  src="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/DSCF1829-300x225.jpg" alt="" title="DSCF1829" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-447" /></a> Questa mattina con la partenza di Margherita per Torino, ancor meglio, per l&#8217;ufficio, in qualche modo si sono concluse le nostre vacanze. Io sarò a casa ancora per una settimana, ma se diario delle nostre vacanze doveva essere &#8211; e in parte è stato &#8211; allora con oggi si chiude. O si dovrebbe chiudere.</p>
<p>Lo speciale vacanze conterrà altri pezzi. E&#8217; ben difficile, a prescindere dall&#8217;avere un computer a disposizione, riuscire a scrivere un diario compiuto di un&#8217;esperienza di viaggio se non gli si dedica lo spazio e il tempo che merita. Non tanto per la menzione dei luoghi che abbiamo visto o dei bed and breakfast che ci hanno ospitato, quanto per raccontare ciò che davvero rende un viaggio tale e quindi le emozioni, i volti, le persone incontrate e i panorami che ti si fermano dentro.<br />
Tutti gli elementi che hanno reso tale uno spaziotempo lontano da quella che si chiama casa.<br />
<span id="more-446"></span><br />
Più scrivo, più mi rendo conto che tenere un diario è un&#8217;operazione ben difficile, a maggior ragione quando documenta dei vissuti e non dei fatti. Se facessi cronaca, allora forse diviene più semplice, ma qua l&#8217;intento è trasmettere ciò che ho dentro e la faccenda si complica. Occorre interrogarsi, andare a cogliere quelle le parole da cui la mente modella le emozioni e i ricordi, oppure quelle stimolazioni di senso che dalla miscela di coscienza estraggono l&#8217;elemento giusto, quello di cui parlare. </p>
<p>Occorre che dopo tanto visitare, dopo tanto viaggiare, muoversi, guardare, portar dentro, l&#8217;anima torni a raggiungermi, o meglio che io le permetta di tornare al suo posto, ovvero al centro.<br />
Da essa possano poi emergere le emozioni vissute e con queste la loro trasmissione.<br />
In questi ultimi giorni di vacanza, che passerò un pò al lago un pò  a Torino, è questo il mio intento. Trovare quel silenzio, quella calma interiore facilitata dall&#8217;immobilismo della calura agostana, per riscoprire quali sono i tasti che il viaggio ha toccato, ma anche per tornare a sentire le radici, a sentire i legami e i profumi. Far emergere il passato per trasformarlo in futuro.<br />
Così potrò raccontare dei visi, delle espressioni, delle impressioni, dei colori e delle altre sollecitazioni che ci hanno raggiunti.</p>
<p>La cosa bella di un viaggio, in attesa che dal calderone emergano placide le parole giuste per raccontarlo, è che poi stimola la voglia di ripartire.<br />
Per noi il &#8220;ripartire&#8221; può assumere, nei prossimi mesi, un significato doppio. Vedremo.<br />
Intanto con amici cari si pensa già alle prossime tappe: la montagna a dicembre, la grande mela a gennaio e poi chissà. </p>
<p>Per ora ricerco il silenzio agostano nel fracasso che gli altri 11 mesi e gli stimoli a cui sono sottoposto creano ogni giorno. False credenze, false categorie di pensiero, interpretazioni della realtà, sommarsi di conoscenze e stimoli creano rumore.<br />
Contemporanea nasce la voglia di essenziale. </p>
<p>Per tornare a casa.<br />
E poi ripartire.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marzetta.org/2010/08/23/tornati-a-casa-con-la-voglia-di-ripartire/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Recanati per ricaricare le pile</title>
		<link>http://www.marzetta.org/2010/08/16/a-recanati-per-ricaricare-le-pile/</link>
		<comments>http://www.marzetta.org/2010/08/16/a-recanati-per-ricaricare-le-pile/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 15:49:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agosto 2010 On the Road]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo leopardi]]></category>
		<category><![CDATA[infinito]]></category>
		<category><![CDATA[recanati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marzetta.org/?p=440</guid>
		<description><![CDATA[Quando decidi di partire lasciando a casa il computer non è pensabile decidere di aggiornare il proprio blog ogni sera o con una certa frequenza, descrivendo le vacanze e le emozioni. Ancor più sciocco è pensare che quando si trova un computer libero e gratuito si possa condensare in poco tempo (e soprattutto con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/infinito_giacomo_leopardi.gif"><img  src="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/infinito_giacomo_leopardi.gif" alt="" title="infinito_giacomo_leopardi" width="551" height="642" class="alignleft size-full wp-image-443" /></a> Quando decidi di partire lasciando a casa il computer non è pensabile decidere di aggiornare il proprio blog ogni sera o con una certa frequenza, descrivendo le vacanze e le emozioni. Ancor più sciocco è pensare che quando si trova un computer libero e gratuito si possa condensare in poco tempo (e soprattutto con il cervello che fa resistenza) le emozioni e i vissuti di due settimane di viaggio, per quanto di alcune cose abbia già scritto.</p>
<p>Infatti, rileggendo brevemente quanto scritto nello speciale vacanze, mi rendo conto che pur essendoci tutto, come luoghi, non ci sono molte delle emozioni, dei ricordi, degli aneddoti che solo scrivere in quasi presa diretta può dare. </p>
<p>Scrivere, come ogni forma di espressione, richiede tempo e così quando nei prossimi giorni saremo tornati a casa, una delle attività a cui mi dedicherò nel silenzio del lago o nel torpore di fine agosto di Torino, sarà proprio completare, non solo nei riassunti, ma nella condivisione dei vissuti, quando stiamo vivendo. </p>
<p>Oggi, comunque, siamo a Recanati. Ci siamo arrivati ieri dopo un viaggio iniziato prestissimo e con un bagno nel mare verde di Castro. Abbiamo attraversato un bel pezzo di Italia, passando dalle ceramiche di Grottaglie, dalla splendida Martina Franca e su, attraverso i trulli della val d&#8217;Itri, fino all&#8217;entroterra marchigiano.</p>
<p>L&#8217;impressione, svegliandoti qua, è che la vita abbia un altro ritmo. Nel verde, col sole, con il mare a vista e le colline a perdita d&#8217;occhio. Un sogno dopo settimane di calura, splendida e sudista, di arsura e di sale. Ne avevamo bisogno. Hotel 4 stelle, vista sulla piazzetta del Duomo, colazione internazionale, vasca Jacuzzi con vista sulle colline. Domani di nuovo mare, con lo stesso ritmo. Lento e fresco.</p>
<p>Devo anche dire che fa un effetto molto bello e intenso visitare i luoghi, la casa e la biblioteca della famiglia Leopardi. Giacomo, come tutti lo chiamano qua, quasi fosse un membro di ciascuna famiglia, ha lasciato non solo alla letteratura e agli italiani tantissimi doni, ma anche un atmosfera, che qua nella sua terra, si sente eccome. Fa specie pensare di essere stato poco fa su &#8220;quell&#8217;ermo colle&#8221;, di aver accarezzato quella siepe (o ciò che ne rimane) che ne occludeva un pò lo sguardo. E&#8217; intenso vedere e notare i luoghi del &#8220;Sabato del villaggio&#8221; ambientando nella realtà ciò che egli descriveva. Un&#8217;esperienza toccante e forte vedere il manoscritto, di nuovo, dell&#8217;Infinito. Un brivido lungo 5 minuti mi ha percorso il corpo, quasi mi sono lasciato alle lacrime. Davvero bello e coinvolgente.</p>
<p><em>Grazie, Giacomo.</em></p>
<p>E adesso ricarichiamo le pile. Il fresco della stanza e degli alberi mi aspetta. Anche la signora Jacuzzi ci aspetta. Troverà soddisfazione. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marzetta.org/2010/08/16/a-recanati-per-ricaricare-le-pile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Matera è una poesia triste</title>
		<link>http://www.marzetta.org/2010/08/10/matera-e-una-poesia-triste/</link>
		<comments>http://www.marzetta.org/2010/08/10/matera-e-una-poesia-triste/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 15:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agosto 2010 On the Road]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[de gasperi]]></category>
		<category><![CDATA[domenico e marta]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[matera]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[sassi di matera]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marzetta.org/?p=433</guid>
		<description><![CDATA[Lasciata alle spalle la Campania e i suoi tesori ci siamo diretti nel profondo sud, anzi direi profondissimo. Matera ci accolti e ci ha regalato emozioni realmente forti. Prima di tutto, però, va detto che scendere da Pompei a Matera attraverso la Val d&#8217;Agri è assolutamente un regalo che ogni viaggiatore necessita di farsi. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img  src="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/sassi_di_matera.jpg" alt="" title="sassi_di_matera" width="400" height="256" class="aligncenter size-full wp-image-434" /></p>
<p>Lasciata alle spalle la Campania e i suoi tesori ci siamo diretti nel profondo sud, anzi direi profondissimo.<br />
Matera ci accolti e ci ha regalato emozioni realmente forti. </p>
<p>Prima di tutto, però, va detto che scendere da Pompei a Matera attraverso la Val d&#8217;Agri è assolutamente un regalo che ogni viaggiatore necessita di farsi. La statale della Val d&#8217;Agri collega Atena Lucana (uscita dell&#8217;A3 Salerno &#8211; Reggio Calabria, a una sessantina di chilometri da Salerno) a Taranto passando attraverso tutta la Basilicata e regalando panorami meravigliosi. </p>
<p>Laghi, montagne in perfetto stile svizzero, le dolomiti lucane (che a me hanno ricordato anche il Texas), montagne e colline che sembrano dune di sabbia, distese di grano e ulivi, e poi fiumi e torrenti. Una via splendida, che va vissuta proprio nelle ore che anticipano il tramonto, come è successo a noi, e che con la luce calda del sole, ha trovato, credo, la propria massima espressione.<br />
Un grazie a Domenico che ce l&#8217;ha suggerita è davvero il minimo.</p>
<p>Da lì si giunge quasi a Taranto e si intercetta la Basentata, la statale che dalla profonda Basilicata conduce a Matera.</p>
<p>Matera offre una sensazione davvero strana. Abbiamo dormito all&#8217;interno di un sasso, cioè una di quelle caverne che, fino agli inizi degli anni &#8217;60, era incredibilemnte un&#8217;abitazione del materano medio. Completamente ristrutturata la <a href="http://www.locandadisanmartino.it/">Locanda di San Martino </a>è un gioiello. Camere belle, pulite, profumate a un costo più che onesto e accessibile, comprensivo di ottima prima colazione.<br />
E fino a qui niente di male.<br />
Ma è quando pensi che in quelle caverne, perchè di questo si tratta, persone con anche 7/8/9 figli ci hanno vissuto, in compagnia del loro asino e del maiale, tutte insieme in meno di 50 metri quadrati, allora la bellezza si trasforma in un pugno nello stomaco. Abbiamo dormito laddove le famiglie si ammalavano, vivevano senza fogna, anzi con la fogna a cielo aperto e tutto questo fino a quando le leggi speciali per i Sassi (così sono chiamati i due insediamenti costruiti nella Matera storica nella roccia, il Sasso caveoso e il Sasso barisano) volute da De Gasperi negli anni &#8217;50 (non 300 anni fa), hanno imposto il trasferimento delle persone (all&#8217;epoca quasi 20mila) nella parte nuova della città che fu costruita allo scopo.</p>
<p>Ecco Matera ti lascia dentro la suggestione unica e splendida dell&#8217;ingegneria dell&#8217;uomo, della propria capacità di industriarsi laddove occorra recuperare acqua, cibo e trovare il modo di convivere con un ambiente e una condizione lontano dall&#8217;essere soddisfacente, mescolata con l&#8217;orrore di vivere in un buco, di non aver altra scelta di essere un troglodita, di far dormire i propri piccoli tra la merda di maiale e una possibile zoccolata di un mulo.</p>
<p>Guardando Matera dalla città nuova ho sentito le viscere muoversi, grattarsi, come se in quelle rovine, ora abbellite e restaurate in minima parte, non ci avessero vissuti miei simili, ma persone ridotte a topi. Un grande rispetto per la dignità di questi uomini, per il loro sapersi trovare vicini e solidali nella vita di &#8220;vicinato&#8221;, ma anche l&#8217;orrore per chi fino a poche decine di anni fa era ridotto così.<br />
Cosa sarebbe successo se Carlo Levi non avesse scritto &#8220;Cristo si è fermato ad Eboli&#8221; e De Gasperi non si fosse mosso? Non bastano le fogne di Mussolini nel &#8217;37 per risollevare Matera, è necessario che l&#8217;uomo si pieghi all&#8217;uomo e che lo aiuti a rialzarsi, come alla fine è successo.</p>
<p>Matera è una poesia, nelle sue forme, nelle sue magie, nelle sue vie, nei suoi ciottoli, nei lastricati e nelle chiese rupestri, eccezionali e vive anche se sconsacrate. </p>
<p>Una poesia triste. </p>
<p>Vista con gli occhi nostri e di Domenico e Marta che ci hanno raggiunti. Grazie di aver condiviso con noi la poesia materana.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marzetta.org/2010/08/10/matera-e-una-poesia-triste/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pompei, geniale passato remoto</title>
		<link>http://www.marzetta.org/2010/08/10/pompei-geniale-passato-remoto/</link>
		<comments>http://www.marzetta.org/2010/08/10/pompei-geniale-passato-remoto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 14:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agosto 2010 On the Road]]></category>
		<category><![CDATA[autogrill]]></category>
		<category><![CDATA[eruzione]]></category>
		<category><![CDATA[pompei]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[rovine romane]]></category>
		<category><![CDATA[vesuvio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marzetta.org/?p=430</guid>
		<description><![CDATA[Pompei è una tappa necessaria per tutte le persone che amano viaggiare, ne hanno la possibilità, e sono alla ricerca di radici profonde. E soprattutto per quelle che amano la storia, l&#8217;hanno studiata e per Roma e la romanità hanno un debole. La visita del sito archeologico richiede diverse ore. Noi ne abbiamo impiegate 7, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/pompei.gif"><img  src="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/pompei-300x197.gif" alt="" title="pompei" width="300" height="197" class="alignleft size-medium wp-image-431" /></a> Pompei è una tappa necessaria per tutte le persone che amano viaggiare, ne hanno la possibilità, e sono alla ricerca di radici profonde. E soprattutto per quelle che amano la storia, l&#8217;hanno studiata e per Roma e la romanità hanno un debole.</p>
<p>La visita del sito archeologico richiede diverse ore. Noi ne abbiamo impiegate 7, ma con completa soddisfazione. Superata la sensazione straniante di avere di fronte un vero paese e non un chissà-che-roba fatta di sassi, si viene avvolti completamente in una nuvola di storia che ti toglie da dove si è (cioè a due passi da Napoli, schiacciati tra Torre Annunziata, Castellamare di Stabia e Nocera) per spedirti in fretta nell&#8217;antica Roma.</p>
<p>Girando per le vie si entra con l&#8217;immaginario nella vita romana. Si immaginano persone in tunica, persone negli orti che lavorano chinati, discussioni presso quelli che una volta erano bar, strade affollate e commenti alle iscrizioni murali rosse o nere che erano le antiche campagne elettorali.<br />
La vista del Vesuvio di fronte (splendida la prospettiva dal foro) è la costante memoria degli avvenimenti che lì sono accaduti nel 79 dopo Cristo, e questo credo che aumenti il fascino e il conturbante che viene racchiuso dalle rovine. </p>
<p>Pompei trasmette vita e energia, vita in ogni senso. Quella romana, quella dei nostri tempi, ma vita intesa anche nella morte, la morte come parte della vita. Vedere lo strazio dei &#8220;fuggiaschi&#8221;, cioè quelli rinvenuti, tramite calco, nella loro fuga dall&#8217;inferno vesuviano, sono momenti strazianti, appunto, ma di forte impatto emotivo. C&#8217;è tutta la vita a Pompei, compresa la morte, e si sente nella profondità.</p>
<p>Al punto che uscire dalla città e rivedere palazzi e strade è stato quasi un fastidio. Fastidio rinvigorito dal fatto che dietro al foro c&#8217;è un autogrill. No, non scherzo. C&#8217;è proprio un bar (assolutamente necessario, per carità) della catena Autogrill, con Rustichelle, Camogli e Coca Cola al suo posto, menù frutta e dolce compreso. Non so, fa un effetto di italica tristezza. Forse non bastavano le fontanelle di acqua potabile sparse qua e la, ma di Autogrill non se ne sentiva la necessità.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marzetta.org/2010/08/10/pompei-geniale-passato-remoto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Napoli. Perfetta o incompiuta?</title>
		<link>http://www.marzetta.org/2010/08/10/napoli-perfetta-o-incompiuta/</link>
		<comments>http://www.marzetta.org/2010/08/10/napoli-perfetta-o-incompiuta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 14:25:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agosto 2010 On the Road]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[pizzeria sorbillo]]></category>
		<category><![CDATA[spaccanapoli]]></category>
		<category><![CDATA[vesuvio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marzetta.org/?p=426</guid>
		<description><![CDATA[Napoli non si capisce bene. Indubbiamente non possono bastare le 7 ore abbondanti che abbiamo trascorso in città per comprenderla. Sarei un pazzo a sostenerlo, ma davvero offre spunti e scorci talmente distanti tra loro da non riuscire a capire se è perfetta o se è perfettamente incompiuta. La prima cosa che ho vissuto è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/napoli.jpg"><img  src="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/napoli-300x225.jpg" alt="" title="napoli" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-428" /></a>Napoli non si capisce bene. Indubbiamente non possono bastare le 7 ore abbondanti che abbiamo trascorso in città per comprenderla. Sarei un pazzo a sostenerlo, ma davvero offre spunti e scorci talmente distanti tra loro da non riuscire a capire se è perfetta o se è perfettamente incompiuta.</p>
<p>La prima cosa che ho vissuto è stata la necessità di superare le mie proiezioni, la mia idea della città. O forse la mia idea di Napoli e dei napoletani. E&#8217; il caso di vergognarsi un pò nello scriverlo, considerato quello che vado professando, ma il mio arrivo a Napoli è stato anticipato da una serie di pregiudizi e di paure alle quali, per le prime ore, ho cercato conferme. Ogni viso era quello di un possibile delinquente, ogni motorino che sfrecciava nelle vie del centro, un possibile pericolo. Ebbene sì, ero completamente consapevole che stavo proiettando delle idee su ciò che avevo attorno e non stavo vivendo quello che realmente era. Incredibile. Un polentone terrorizzato da Napoli e dall&#8217;idea che di questa città, alla prova dei fatti, si è fatto. </p>
<p>Deve essere quel leghista che Margherita sostiene abiti in me e che viene fuori, alle volte, con tutto il suo carattere becero. No, non sono per nulla leghista, ci sono i fatti, le emozioni e i vissuti a raccontarlo, ma il pregiudizio superficiale e leghista è stato il mio peggior nemico per 2 ore. </p>
<p>Poi ce l&#8217;ho fatta. Complice <a href="http://www.accademiadellapizza.it/#">la pizza di Sorbillo</a>, mi sono trovato immerso nell&#8217;atmosfera della città e li ho cominciato a pormi domande. E&#8217; perfetta o incompiuta?</p>
<p>La sensazione, attraversando le centralissime vie dei Tribunali e Spaccanapoli, con viuzze, chiese, monasteri, l&#8217;Università, e poi altre chiese, monumenti, statue, caffè, pizzerie, venditori di dolciumi e<a href="http://www.portanapoli.com/Ita/luoghi/via-san-gregorio-armeno.html"> presepi </a> è che se un demiurgo fosse il creatore della città, questo l&#8217;abbia fatto o in modo perfetto o perfettamente a caso.</p>
<p>Mi è sembrato che<strong> manate di bellezza fossero state spese qua e la</strong>, senza un apparente ordine, sparacchiando qui e li angoli di suggestione e di emozione.<br />
La città è contrastata o perfetta? E&#8217; un crogiuolo di gente e cose o un perfetto mix di ingredienti che l&#8217;hanno fatta apparire, ai miei occhi, più bella dell&#8217;amata Genova e anche più facile da essere abitata della città ligure?</p>
<p>Camminando fino a piazza del Plebiscito, osservando con stupita ammirazione il Vesuvio (esiste davvero, O&#8217; Vesuvio!), guardando la familiare bellezza della Galleria e il Maschio Angioino, ho scoperto che Napoli non è solo motorini in 3 compreso un pupo di pochi mesi e i pericoli dei &#8220;bassi&#8221;, ma una città splendida, che pulsa vita e cultura.  Peccato aver trovato chiusa la cappella di Sansevero. E&#8217; la maledizione del Louvre che si ripete. Sono stato a Parigi 3 volte per vederlo. Una volta chiuso per lavori, due volte per giorno di chiusura. Che ovviamente da una volta all&#8217;altro è cambiato.<br />
E cosi per Sansevero, non andateci di martedì!</p>
<p>Napoli ha molto da imparare e molto da dare.<br />
Per testimoniare, di nuovo, la sua perfezione.<br />
O la sua perfetta incompiutezza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marzetta.org/2010/08/10/napoli-perfetta-o-incompiuta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sono in ritardo, lo so</title>
		<link>http://www.marzetta.org/2010/08/10/sono-in-ritardo-lo-so/</link>
		<comments>http://www.marzetta.org/2010/08/10/sono-in-ritardo-lo-so/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 14:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cazzeggio]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marzetta.org/?p=422</guid>
		<description><![CDATA[Ostuni, 10 agosto. Finalmente, se davvero possa dire &#8220;finalmente&#8221; essendo in vacanza, riprendo il possesso di un pc. Sono all&#8217;interno di un bar con internet cafè annesso. Musica super truzza a un livello di discreto fastidio, decaffeinato trangugiato, orologio tolto, così che la tastiera del portatile da cui scrivo non disturbi il polso, e via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img  src="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/ostuni_5b4_5d_1256295734-300x199.jpg" alt="" title="ostuni_5b4_5d_1256295734" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-424" /> Ostuni, 10 agosto. Finalmente, se davvero possa dire &#8220;finalmente&#8221; essendo in vacanza, riprendo il possesso di un pc. Sono all&#8217;interno di un bar con internet cafè annesso. Musica super truzza a un livello di discreto fastidio, decaffeinato trangugiato, orologio tolto, così che la tastiera del portatile da cui scrivo non disturbi il polso, e via che si riprende a narrare delle vacanze.<br />
Resta da stabilire se io ho parcheggiato Margherita a leggere &#8220;Uomini che odiano le donne&#8221; e a sorseggiare caffèsoffiatoallalecceseconlattedimandorla, oppure se sia lei ad essersi disfatta di me, parcheggiandomi nel regno della techno di Ostuni.<br />
Forse ci siamo reciprocamente liberati l&#8217;una dell&#8217;altro. Dopo tanti giorni trascorsi insieme è necessario prendersi una pausa. Così io scrivo, lei legge e guarda le vetrine. </p>
<p>Il nostro viaggio, dopo l&#8217;ultimo aggiornamento riguardante l&#8217;arrivo a Salerno e la visita alla Costiera, ci ha condotti decisamente più a sud. Abbiamo, in realtà, visitato Pompei e Napoli prima di scendere a Matera e dormire in un <a href="http://www.sassidimatera.it/">&#8220;Sasso&#8221;</a> e spingerci dopo verso l&#8217;entroterra di Gallipoli, <a href="http://www.lispiri.com/italiano.html">ospiti di una casa, una pineta e una persona</a> che ci sono rimaste nel cuore. Tre giorni nel Salento costa jonica, ieri, oggi e domani nel Salento del &#8220;nord&#8221; tra Lecce, Ostuni &#8211; appunto &#8211; e le Murgie e poi di nuovo giù a Castro, a metà tra Otranto e Santa Maria di Leuca.<br />
Da lì ripartiremo verso nord, quello vero, ahinoi.</p>
<p>Nello speciale delle vacanze tra poco pubblicherò i nuovi pezzi. Guai a perderseli, eh!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marzetta.org/2010/08/10/sono-in-ritardo-lo-so/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Costiera e costumi</title>
		<link>http://www.marzetta.org/2010/08/03/costiera-e-costumi/</link>
		<comments>http://www.marzetta.org/2010/08/03/costiera-e-costumi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 08:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agosto 2010 On the Road]]></category>
		<category><![CDATA[cassino]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana. positano]]></category>
		<category><![CDATA[maiori]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[pompei]]></category>
		<category><![CDATA[ravello]]></category>
		<category><![CDATA[reggia di caserta]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marzetta.org/?p=414</guid>
		<description><![CDATA[Certo non si può definire un aggiornamento costante, ma è quello che posso fare. Mi ero ripromesso, e lo avevo promesso a chi avrebbe avuto voglia di leggere, di aggiornare questo piccolo diario di viaggio con le tappe, gli accadimenti, i luoghi visitati. Così non è, ma non è colpa mia. A casa, prima di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img  src="http://www.marzetta.org/wp-content/uploads/2010/08/ravello-veduta.jpg" alt="" title="ravello-veduta" width="380" height="247" class="alignleft size-full wp-image-419" /> Certo non si può definire un aggiornamento costante, ma è quello che posso fare.<br />
Mi ero ripromesso, e lo avevo promesso a chi avrebbe avuto voglia di leggere, di aggiornare questo piccolo diario di viaggio con le tappe, gli accadimenti, i luoghi visitati.<br />
Così non è, <strong>ma non è colpa mia</strong>. A casa, prima di partire, ho dovuto subire gli attacchi di amici e di Margherita che mi hanno imposto, facendomi sentire anche un pò pirla, di non portare il computer con me. <strong>&#8220;In vacanza si spegne tutto!&#8221;, </strong>mi han detto. Già, poi lei va in giro con il Blackberry e si guarda Facebook e risponde alle mail. Lui (che poi è Maurizio), dice dice, ma in Liguria con la sua bella un giro sul web se lo farà. <strong>Eccome.</strong></p>
<p>Va bene, torniamo a noi. Sto approfittando di un tempo di attesa prima di prendere il treno per Napoli. Siamo a Salerno da qualche giorno, punto strategico per visitare la Costiera, Napoli appunto e domani Pompei. Con la scusa di verificare la strada che prenderemo domani tra Pompei, appunto, e Matera (io andrei per la Val d&#8217;Agri&#8230; 40 km e 1 ora in più rispetto al giro da Potenza, ma credo possa valerne la pena) mi faccio un giro su FB e aggiorno il diario.</p>
<p>Per ora le cose vanno bene e abbiamo visto un sacco di luoghi molto belli. Devo dire che anche il viaggio di venerdì scorso,<strong> i quasi 800 km tra casa e Cassino è stato molto bello</strong>. Abbiamo attraversato <strong>quasi 2/3 di Italia </strong>e davvero pochi posti al mondo sono belli come casa nostra. Dal mare della Liguria all&#8217;entroterra toscano e laziale, e giù per la brulla ciociaria fino a Cassino. Un posto molto strano, completamente distrutto dalla guerra e ricostruito con la cementificazione degli anni &#8217;50. Davvero un luogo inusuale per noi. Ci siamo sentiti strani.<br />
In compenso <a href="http://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g194714-d567713-Reviews-La_Costa_B_B-Cassino_Lazio.html">il B&#038;B &#8221; La Costa&#8221; della sig.ra Cristina</a> è davvero da provare per chi si trova in  zona. Accogliente, finemente arredato, caldo. E Cristina è proprio una brava padrona di casa.</p>
<p>Sabato 31 abbiamo salutato Cassino passando per la sua bella <a href="http://www.montecassino.it/index2.html">Abbazia (quella di Montecassino), </a>anch&#8217;essa tristemente famosa per essere fulcro del teatro di battaglia tra alleati e asse nel 1944. Bella, imponente, continuamente ricostruita, oggi offre <strong>una bellissima vista su tutta la valle, una splendida strada la raggiunge e la visita è altrettanto gradevole</strong>.</p>
<p>Scendendo a sud in direzione Salerno, la scelta è caduta sulla visita alla Reggia di Caserta. La Versailles di Napoli è realmente impressionante. Pur non avendo visitato l&#8217;interno di camere e saloni, offre comunque un senso di magnificenza. Bellissimi anche i giardini che abbamo percorso in andata e ritorno a piedi, per un totale di 6 km. Faticosi, specie l&#8217;andata in semi salita, ma davvero belli.</p>
<p>Da Caserta a Salerno il passo è breve, specie se il giorno prima ti sei sciroppato 800 km circa.<br />
Salerno, consigliata dall&#8217;amico e migrante Emilio (salernitano e oggi milanese suo malgrado) è davvero un luogo che non ti aspetti. Accogliente e tranquilla allo stesso tempo, a dispetto delle centinaia di persone che ne affollano il centro, è davvero piacevole starci. Non per il mare, ma per quel clima di città aperta che offre diversi spunti, oltre alla sua posizione strategica.</p>
<p>Posizione che fino ad oggi abbiamo sfruttato per andare in Costiera, usare costumi e gustare costumi&#8230;e usi, specie in cucina. </p>
<p>La Costiera di primo acchito mi ha ricordato la Liguria e in particolare la zona delle 5 Terre. Ha un che di familiare, non c&#8217;è che dire. Domenica siamo stati a Positano, passando per mare col traghetto, ieri abbiamo sperimentato quanto orribile e piena di traffico sia la strada che congiunge Salerno ad Amalfi. 22 km, 1 ora e un quarto. Veramente terribile.<br />
Quella litoranea, tanto bella e suggestiva, diventa odiosa per il traffico e il tempo che ci si mette. Andrebbe chiusa al traffico privato. OK a mezzi pubblici e due ruote. Il resto altrove.</p>
<p>Di tutti i luoghi che abbiamo attraversato in Costiera. al primissimo posto ci metto Ravello. A 350 metri sul mare, contesa tra Minori e Atrani, è un gioiello e corrisponde a quel sud che mi aspettavo e che sto cercando. Silente, floreale, caldo. Con le maioliche e i panorami, con le pennellate di verde, di fior di vetro e di gerani. Con le donne che guardano dai balconi e sospirano parole incomprensibili ai passanti. Ravello incanta.<br />
Così come incanta Amalfi. Ieri sera, tornandoci dopo 31 anni e 10 mesi, mi sono spiegato perchè la Costiera sia Amalfitana (e non, chessò, positana) e perchè tutto converge nell&#8217;antica repubblica marinara. </p>
<p>Amalfi, a cominciare dal duomo la cui bellezza stordisce, è un reticolato di stradine, lucine, persone. Ristoranti, taverne e pizzerie nascoste agli angoli delle strade, sotto lampioni dalla luce gialla alle volte invisibili, si alternano al rumore del chiacchericcio dei locali IN del paese, alla fitta rete di negozi e negozietti, pasticcerie e rivendite di limoncello.</p>
<p>Io continuo a preferire realtà come Ravello, ma Amalfi colpisce. Merita di essere vista.<br />
Probabilmente, come tutta la Costiera, a giugno o ancor più a settembre, senza quel disastro di persone che si muovono in questi giorni, esprime tutto il suo fascino.</p>
<p>Oggi, dunque, Napoli. Ci risentiremo, spero presto. Ora temo che qualcuno mi stia cercando, anche se sono sicuro che sa dove sono e cosa sto facendo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marzetta.org/2010/08/03/costiera-e-costumi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
